Angeli della Pace.
Scivola nel più sacro
silenzio
Il mesto ricordo di dolore,
Due interminabili ali
S’inchinan lacrimando.
Liberano pianto copioso
Al penoso corteo
Degli angelici spiriti di
pace
Avvolti in veli tricolore.
Nel cielo piumoso d’autunno
Sfarfallano liberi i sogni
Dei diciannove caduti,
Gabbiani candidi e liberi
Cui alito freddo di gelido
Astro solare commosso
Par volerli baciare uno ad
uno.
Migraron come rondini
entusiaste
In cieli più caldi ma di
guerra.
Volevan soltanto diffondere
Il bene e la pace in quella
terra,
Ma caddero vittime ignare
Per bieche azioni nefaste.
Saranno in eterno nei cuori
Di un Paese che per loro
Si sente onorato e a loro
riserva
Il saluto più dolce e i
massimi onori,
Affranto di aver perso quei
fiori
Strappati con rabbia
In un paese lontano sì
ingrato.
Ognuno di quei tricolori
Sereno purtroppo si giace,
Versiam lacrime di mille
dolori
Ricordando
in eterno
Che quelli
sono
I nostri
Eroi della Pace.
Enrico Bergaglio
Preghiera di Commemorazione
per le 19 vittime italiane
di Nassyria
(Iraq).
Roma
- Funerali di Stato del 18 Novembre
2003.